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Scrittrice o autrice? Sembra una questione di vocabolario. In realtà, per molte donne che scrivono, è una domanda molto più personale. Magari scrivi da anni. Hai terminato un romanzo, forse ne hai pubblicato uno. Hai un profilo Instagram dedicato ai tuoi libri, un sito, una newsletter.
Poi arriva il momento di compilare quella piccola casella chiamata bio e scrivere “Sono una scrittrice” oppure “Sono un’autrice” ti sembra terribilmente impegnativo. E finisci per domandarti… “Posso davvero definirmi così?” oppure “Non sarebbe un po’ presuntuoso?” o “E se ho pubblicato in self publishing?” o ancora “E se non ho ancora pubblicato niente?”
Dietro una semplice scelta di parole si nasconde spesso qualcosa di molto più profondo: il modo in cui percepiamo il nostro lavoro e noi stesse. Vediamo allora che differenza c’è tra scrittrice e autrice e, soprattutto, perché non hai bisogno del permesso di qualcuno per usare una delle due parole.
Cosa significa scrittrice
La parola scrittrice è il femminile di scrittore e deriva dal latino scriptor, a sua volta legato al verbo scribere, cioè scrivere. L’enciclopedia Treccani definisce scrittore chi si dedica all’attività letteraria e compone opere con intento artistico. La parola mette quindi l’accento sul fare e cioè sullo scrivere: inventare personaggi, costruire dialoghi, correggere una frase dieci volte, eliminare tremila parole e poi pentirsene o ricostruire una trama che al capitolo ventidue ha deciso di non funzionare più.
Essere scrittrice significa, prima di tutto, praticare la scrittura. Non è necessario aver venduto mille copie e non è necessario nemmeno avere già pubblicato un libro. Se stai lavorando seriamente alla scrittura, quella parte della tua identità professionale esiste già.
Cosa significa autrice
Autrice ha una sfumatura diversa. Deriva dal latino auctor, collegato al verbo augere, cioè accrescere, far crescere. L’autore è, in senso generale, colui che è all’origine di qualcosa: il creatore, l’artefice. Nel caso della letteratura è la persona che ha prodotto un’opera ed è bellissimo pensare all’etimologia in questi termini.
L’autrice è colei che fa nascere e crescere un’opera. Un romanzo prima non esisteva, poi qualcuno lo ha immaginato. Gli ha dato personaggi, voce, ambientazione, conflitti, parole. Quel qualcuno è la sua autrice.
La parola autrice, quindi, sposta leggermente il punto di osservazione: non guarda soltanto all’atto dello scrivere, ma anche al rapporto fra una persona e l’opera che ha creato.
Quindi qual è la differenza tra scrittrice e autrice?
Non esiste una frontiera linguistica rigida che separi le due parole. Una romanziera può essere contemporaneamente scrittrice e autrice, ma possiamo usarle per mettere in evidenza due aspetti diversi della stessa professione.
La scrittrice richiama maggiormente il mestiere della scrittura, la tecnica, lo stile, la costruzione della storia, la ricerca, la revisione, le ore trascorse davanti al manoscritto.
L’autrice richiama maggiormente la relazione con l’opera, l’averla ideata, creata e firmata e il presentarsi al pubblico come persona responsabile di quel progetto creativo.
Potremmo riassumerlo così:

Ma attenzione: non sono gradini di una scala. Non si comincia come scrittrici per essere promosse, un giorno, al rango superiore di autrici.
Puoi essere scrittrice senza avere ancora pubblicato?
Sì, assolutamente. Questa è forse una delle convinzioni più difficili da superare. La pubblicazione rende un’opera disponibile ai lettori, ma non è ciò che fa iniziare l’attività di scrittura. Una persona può dedicarsi alla narrativa per anni prima di pubblicare il proprio primo romanzo.
Sta studiando, sta scrivendo, sta revisionando cosa ha scritto e imparando il mestiere. È perfettamente sensato che si definisca scrittrice, se considera la scrittura una parte concreta e continuativa della propria attività. La pubblicazione non consegna magicamente un patentino con scritto sopra: “da oggi puoi definirti scrittrice.”
E quando puoi definirti autrice?
Qui entra in gioco l’esistenza di un’opera. Se hai creato un romanzo, un racconto, un saggio o un’altra opera, sei la sua autrice. L’enciclopedia Treccani definisce infatti autore la persona che ha prodotto un’opera letteraria, scientifica o artistica.
Non c’è scritto “purché sia pubblicata da una grande casa editrice”. Ed è una precisazione meno banale di quanto sembri.
Io sono self publisher, posso chiamarmi autrice?
Naturalmente. Self publishing descrive un sistema di pubblicazione, non determina chi sia l’autore di un libro. Se hai scritto il romanzo, ne sei l’autrice indipendentemente dal fatto che venga pubblicato da Mondadori, da una piccola casa editrice o attraverso Amazon KDP.
Anzi, nel self-publishing l’autrice assume spesso responsabilità che vanno molto oltre la scrittura: deve occuparsi direttamente, o coordinare professionisti che si occupano di editing, di realizzare la copertina, di impaginazione, dei metadati, della distribuzione, di stabilire il prezzo, di promuovere il libro e di comunicare con i lettori.
In questo caso dire di essere autrice indipendente descrive molto bene la realtà professionale: non soltanto hai creato l’opera, ma stai gestendo direttamente il progetto editoriale che nasce intorno ad essa.
Il vero problema spesso non è linguistico
Il punto più interessante è che a volte sappiamo perfettamente quale parola usare. Semplicemente, non riusciamo a pronunciarla riferendola a noi stesse.
Dire: “Sto scrivendo un libro” può sembrare più facile che affermare “Sono una scrittrice” perché questa seconda affermazione prevede, da parte tua, una presa di posizione che spesso è limitata da frasi del genere:
- “Una vera scrittrice pubblica con una casa editrice.”
- “Una vera autrice vende migliaia di copie.”
- “Una vera scrittrice vive dei propri libri.”
- “Una vera autrice viene invitata ai festival.”
Ma chi ha stabilito queste condizioni?
La sindrome dell’impostore nella scrittura
Nel mondo creativo è molto facile spostare continuamente l’asticella. Prima pensiamo qualcosa del tipo: “Mi sentirò una vera scrittrice quando finirò il romanzo.” Poi lo finiamo e pensiamo “Quando lo pubblicherò, sarò una scrittrice.”
Lo pubblichiamo e poi… ci diciamo: “Quando venderò abbastanza copie potrò chiamarmi scrittrice.”
E poi…
“Quando avrò un editore.” E dopo…
“Quando avrò un editore più grande.”
E così il momento in cui ci concediamo di riconoscere chi siamo veramente viene continuamente rimandato.
È uno dei meccanismi associati a ciò che comunemente chiamiano sindrome dell’impostore e cioè la difficoltà di interiorizzare ciò che abbiamo raggiunto e la sensazione di non possedere ancora abbastanza credenziali per occupare un determinato spazio. Se ti è capitato almeno una volta, sai cosa intendo.
Nel caso della scrittura questo meccanismo può trasformarsi in una domanda infinita:
“Chi sono io per definirmi scrittrice?”
Forse la domanda migliore da farsi sarebbe un’altra, e cioè: “Scrivo?” Se la risposta è sì, possiamo partire da lì.
Non è il contratto editoriale a trasformarti in autrice
Questo punto merita di essere sottolineato ampiamente. Una casa editrice può scegliere di pubblicare un’opera, ma non è la casa editrice a creare l’autrice.
L’autrice esiste perché quell’opera è stata creata.
Il contratto stabilisce una relazione editoriale e commerciale. Può rappresentare un risultato professionale importante, naturalmente, ma non attribuisce retroattivamente la maternità creativa del romanzo. Allo stesso modo, scegliere il self publishing non rende una persona “meno autrice”.
Significa semplicemente aver scelto volontariamente, o per circostanze, un modello editoriale differente.
Scrittrice, autrice o autrice indipendente: cosa mettere nella bio
Arriviamo alla domanda pratica: Che cosa dovresti scrivere nella bio di Instagram, nel sito o nella pagina autore?
Dipende soprattutto da ciò che vuoi comunicare. Se vuoi mettere in primo piano la tua identità creativa allora scrivi ==> Scrittrice romance, funziona benissimo.
Se vuoi mettere maggiormente in evidenza i libri pubblicati allora punta su ==> Autrice romance è altrettanto corretto.
Se pubblichi autonomamente e vuoi rivendicare anche questa caratteristica professionale, allora utilizza: Autrice indipendente che è la definizione più precisa.
Puoi naturalmente anche usare le due parole insieme: Scrittrice e autrice anche se, in una bio molto breve, potrebbe risultare un po’ ridondante.
Personalmente considero più interessante scegliere il termine che racconta meglio come vuoi posizionarti, invece di chiederti quale dei due hai il “diritto” di utilizzare.
C’è poi una terza parola: romanziera
E una possibilità che spesso dimentichiamo. Romanziera. Se scrivi prevalentemente romanzi è una parola molto precisa, mentre autrice può riferirsi a moltissime forme creative e scrittrice può comprendere differenti tipi di scrittura, romanziera dichiara immediatamente ciò che fai: scrivi romanzi.
Può quindi essere particolarmente efficace in una biografia professionale quando vuoi identificare chiaramente il tuo ambito.
Per esempio: romanziera romance e fantasy. In poche parole sappiamo già moltissimo e in spazi ristretti come la BIO dei social potrebbe essere un’ottima soluzione.
Forse non devi scegliere
Alla fine, scrittrice e autrice raccontano due lati della stessa esperienza. Sei scrittrice quando apri quel file e costruisci una storia parola dopo parola. Sei autrice quando quella storia diventa un’opera che porta la tua voce e il tuo nome.
E puoi sentirti entrambe molto prima di raggiungere un bestseller, ottenere un contratto prestigioso o vedere il tuo romanzo nella vetrina di una libreria. Forse il passaggio più difficile nella vita di chi scrive non è diventare scrittrice. È arrivare al punto in cui si riesce finalmente a dire:
“Sono una scrittrice.”
Senza aggiungere subito tutti però che ci ronzano in testa.

Domande frequenti
Qual è la differenza tra scrittrice e autrice?
I due termini possono sovrapporsi. Scrittrice mette maggiormente in evidenza l’attività letteraria e il mestiere dello scrivere; autrice sottolinea il rapporto tra una persona e l’opera che ha creato.
Posso definirmi scrittrice se non ho ancora pubblicato?
Sì. La parola scrittrice indica chi si dedica all’attività letteraria e non richiede necessariamente che un’opera sia già stata pubblicata.
Chi pubblica in self publishing è un’autrice?
Sì. Il self publishing è una modalità di pubblicazione. Se hai creato l’opera, ne sei l’autrice indipendentemente dal canale attraverso cui viene pubblicata.
È meglio scrivere “scrittrice” o “autrice” nella bio Instagram?
Dipende dal posizionamento. “Scrittrice” enfatizza maggiormente il mestiere e l’identità creativa; “autrice” mette maggiormente in relazione la persona con le opere pubblicate. “Autrice indipendente” è particolarmente chiaro per chi pubblica in self publishing.
Quando ci si può definire scrittrice?
Non esiste un numero minimo di libri pubblicati o venduti. Se la scrittura è un’attività che pratichi seriamente e con continuità, puoi definirti scrittrice.
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