Archivio Narrativo: cos’è il metodo per valorizzare un romanzo nel tempo

Archivio Narrativo: cos’è il metodo per valorizzare un romanzo nel tempo

Un romanzo finisce davvero quando il lettore chiude il libro? Per anni ho pensato di sì.

Poi ho capito che, in realtà, ogni storia continua a generare qualcosa: personaggi che restano impressi, luoghi che meriterebbero di essere esplorati meglio, domande che il lettore si porta dietro, dettagli che nel romanzo compaiono appena, ma che potrebbero avere una vita propria e soprattutto ho capito una cosa: ogni autore possiede un patrimonio narrativo molto più grande del singolo libro che ha pubblicato.

Da qui nasce il metodo dell’Archivio Narrativo.

Che cos’è un Archivio Narrativo

L’Archivio Narrativo è un modo per raccogliere, organizzare e mettere in relazione tutto ciò che nasce attorno a un romanzo. Non parlo soltanto di schede personaggio o materiale preparatorio.

Parlo di tutto ciò che può continuare ad avere valore anche dopo la pubblicazione del libro: ambientazioni, relazioni, curiosità, approfondimenti, collegamenti tra personaggi, contenuti extra, immagini, articoli, pagine dedicate a elementi specifici della storia.

Il romanzo resta il centro, ma intorno al romanzo può nascere qualcosa di più ampio.

Dal libro al patrimonio narrativo

Quando scriviamo un romanzo, creiamo molto più di quello che finisce materialmente nelle sue pagine. Costruiamo famiglie, città, lavori, abitudini, ricordi, oggetti, luoghi, conflitti, passato e futuro dei personaggi.

Molto di questo materiale viene utilizzato solo in minima parte e spesso, terminata la promozione del libro, anche ciò che abbiamo creato per raccontarlo sui social o sul nostro sito scompare lentamente.

È proprio qui che nasce il concetto di Patrimonio Narrativo. Ogni romanzo possiede un patrimonio. L’Archivio serve a riconoscerlo, conservarlo e soprattutto a collegarlo.

Non significa creare contenuti a caso

Questo punto per è fondamentale. Un Archivio Narrativo non consiste nel pubblicare decine di pagine solo perché “più contenuti fanno bene”. Al contrario, ogni contenuto deve avere uno scopo. Deve rispondere a una curiosità, approfondire un elemento della storia, creare un collegamento o offrire al lettore un nuovo ingresso nel mondo del romanzo.

Il valore non sta nel numero di pagine create, sta nelle relazioni tra quelle pagine. È questo che, poco alla volta, trasforma un semplice archivio in un vero ecosistema narrativo.

archivio del Metodo Narrativo

Il romanzo rimane sempre il centro

Per me questa è una regola imprescindibile. Il metodo non serve a sostituire il libro, non serve neppure a trasformare uno scrittore in una macchina che produce contenuti continuamente.

Serve a fare esattamente il contrario: utilizzare meglio ciò che è già stato creato. Il romanzo è l’origine di tutto. L’Archivio gli costruisce intorno una struttura capace di continuare a raccontarlo nel tempo.

Un personaggio può condurre a un luogo.

Un luogo può condurre a una curiosità.

Una curiosità può riportare a una scena del libro.

Una scena può portare a un altro personaggio.

E il lettore può continuare a muoversi all’interno di quel mondo anche dopo aver terminato la storia.

Perché ho iniziato a costruirlo

Il metodo dell’Archivio Narrativo non è nato a tavolino. È nato lavorando sui miei libri e, in particolare, osservando quanto materiale continuasse a esistere intorno a una storia anche dopo la pubblicazione. A un certo punto mi sono resa conto che stavo trattando ogni contenuto come qualcosa di separato: un articolo, un post, una pagina, un’immagine.

Invece appartenevano tutti allo stesso mondo. Bastava iniziare a considerarli come parti di una struttura più grande. È stato il passaggio che ha cambiato tutto.

Un libro può lavorare molto più a lungo di quanto pensiamo

Normalmente scriviamo il libro, lo pubblichiamo, lo promuoviamo per qualche settimana o qualche mese e poi iniziamo a pensare al successivo, ma cosa succederebbe se quel romanzo continuasse a generare punti di accesso per nuovi lettori anche negli anni successivi?

E se ogni nuovo libro ampliasse progressivamente il patrimonio dell’autore? È una delle domande da cui nasce questo metodo.

Non voglio ancora entrare nel funzionamento pratico dell’Archivio Narrativo, perché ci sarà spazio per farlo negli articoli successivi, ma il principio da cui parte tutto è semplice:

“un romanzo non deve necessariamente smettere di esistere quando termina la sua promozione.”

Può diventare il centro di una struttura più ampia, ordinata e duratura.

Dove ogni romanzo continua oltre l’ultima pagina

È questa la frase che, più di tutte, riassume ciò che voglio costruire con l’Archivio Narrativo. Dove ogni romanzo continua oltre l’ultima pagina.

Nei prossimi articoli di questa sezione parleremo del Patrimonio Narrativo, di come riconoscerlo, di come organizzare un Archivio e di come, nel tempo, possa trasformarsi in un vero ecosistema intorno ai libri di un autore.

Per ora mi interessa lasciare soprattutto una domanda: quanto del mondo che hai creato nel tuo romanzo stai realmente utilizzando?

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L'autrice

Marina Galatioto Marina Galatioto è scrittrice e autrice di romanzi, racconti e contenuti editoriali. Su VitaDaScrittrice.it condivide esperienza, strumenti e approfondimenti dedicati a scrittura, editoria, self publishing, pubblicazione e promozione dei libri.

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